Il Varo.

l giorno del varo del Rex era presente una folla stimata di circa 100-150 mila persone. Tra i personaggi di spicco il Re Vittorio Emanuele III e la Regina Elena, che era la madrina del Rex.

Al momento del varo lo scafo era parzialmente montato fino al ponte ‘A’ a prua e fino al ponte ‘B’ a poppa, per un totale di 13.400 tonnellate. Il peso totale del complesso varante, inclusi cioè invasatura zavorrata, selle di slittamento e parti di allestimento, raggiungeva le 15.580 tonnellate.

La pressione delle 18 coppie di vasi (lunghe complessivamente 230.50 metri) sulla slitta ingrassata con tonnellate di materiale lubrificante era di 22.6 t/mq.

Per evitare che la componente tangenziale del peso di 1.100 tonnellate vincesse l’attrito di primo distacco e varasse la nave prima del previsto vennero predisposte 12 leve a scocco da 90 tonnellate ciascuna, viceversa furono predisposte 6 balestre da 80 tonnellate e 4 martinetti idraulici da 550 tonnellate per poter smuovere il complesso al momento desiderato.

Alle 7:55 con il consenso del Re il direttore di cantiere Ing. Augusto Piazzai diede l’ordine di sganciare le leve di ritenzione come previsto il complesso varante non vinse l’attrito di primo distacco e lo scafo non si mosse; dopo cinque minuti, spinto dai martinetti idraulici e accompagnato dall’urlo della folla, cominciò la sua corsa verso il mare. Il varo non venne frenato, per cui lo scafo si allontanò dalla costa con a bordo 200 operai per le manovre, finchè venne raggiunto dai rimorchiatori che lo riportarono in porto.

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