Lidea di progetto e i primi dati.
Il 3 gennaio del 1930 lufficio stampa della compagnia Genovese forniva finalmente i dati sulla nuova nave: 47.000 tonnellate di stazza lorda, 270 metri di lunghezza, 500 passeggeri in prima classe, 350 in seconda e 850 in terza e una nuova classe, tra la seconda e la terza, di 300 posti.
Da quel momento una sapiente politica pubblicitaria sarebbe entrata a far parte del normale bilancio aziendale e la rotta obbligata verso il mediterraneo non sarebbe più stata vista come una penalizzazione ma come un riconoscimento.
Il nome dello scafo non sarà Guglielmo Marconi, come era stato deciso, ma Rex. Il nome voleva essere un chiaro omaggio ai contributi finanziari del governo fascista.
Il 6 gennaio del 1930 il cantiere di Sestri Ponente presentava alla regia capitaneria del porto di Genova la dichiarazione di costruzione e proprietà del piroscafo numero 296.
Il contratto definitivo tra N.G.I. e Ansaldo veniva firmato il 15 gennaio e prevedeva il varo del Rex entro il 31 luglio 1931. Queste le misure definitive: lunghezza tra le perpendicolari 249.10 metri, lunghezza massima fuori tutto 268.20 metri, larghezza massima fori ossatura 29.50 metri, altezza di costruzione ponte D 15.95 metri e ponte C 15.50 metri.
La stazza lorda di 50.100 tonnellate, aveva quattro gruppi di turbine ad alta pressione costruite nello Stabilimento Meccanico Ansaldo di Sampierdarena. La velocità richiesta era di 27 nodi.
La prora aveva il caratteristico bulbo subacqueo mentre la poppa presentava il caratteristico aggetto esterno con la terminazione ellittica tipica del Roma e dellAugustus: la porzione subacquea della poppa era ormai predisposta alladozione di un timone "Oertz".
Limpostazione.
Il cantiere di Sestri Ponente aveva subito un ingrandimento nel 1913 per la costruzione dalla supercorazzata Cristoforo Colombo, lunga circa 212 metri.
Ma la costruzione 296 (REX) era molto più grande, si doveva procedere allallungamento verso terra dello scalo. Lo scalo ' Bersagliere ' era costituito da una platea a mare in calcestruzzo di 81,56 metri, a cui seguiva una muratura di archivolti di 76,33 metri ed un prodigioso cavalcavia in acciaio sotto al quale transitava il doppio binario della ferrovia Genova-Ventimiglia; terminava poi con una base in muratura che sfiorava i 72 metri di lunghezza e i 33 di larghezza che, per il Rex, fu allungato con un rapido sistema a pilastri di cemento prefabbricati di altri 21 metri.
L'inclinazione ideale del letto-scalo era del 6,15%. Alle cinque gru elettriche con braccio di 35 metri e portata massima all'estremità di 3 tonnellate ne fu aggiunta una per servire il nuovo prolungamento a monte dello scalo.