Ritorno a Casa

Il Rex salpò per casa sabato 19 agosto mentre in Italia, sotto l' attenta orchestrazione del Regime, si stavano preparando grandi festeggiamenti. Anche i giornali dedicarono molta attenzione a questo avvenimento; si può ricordare la " Domenica del Corriere " o il " Popolo d' Italia " che parlarono di ".... macchine mosse dallo spirito animatore del Duce ". I muri delle città vennero tappezzati di manifesti con le foto del Rex, di Tarabotto, di Risso e del logo della nave con il nastro azzurro. Il giorno 26 il "levriero" era a Napoli dove ad attenderlo al largo vi era uno stormo di aerei che riversavano fiori nel cielo. Appena attraccato al molo Beverello, salì a bordo Costanzo Ciano che in nome del Re e del Governo conferì al comandante e al Direttore di Macchina le insegne di Commendatori d'Italia, mentre gli ufficiali ed il primo nostromo vennero insigniti del titolo di Cavalieri del Regno.

 

Poco dopo le 13 del giorno successivo l'ammiraglia entrava nel porto di Genova, accolta dalle grida della folla e dai fischi delle sirene. Il caposquadriglia di una formazione di aerei lasciò cadere sul ponte di poppa della nave un astuccio contenente il messaggio del Podestà di Genova Eugenio Boccardi: " Sul mare già gloriosamente solcato dalla Santa Maria di Cristoforo Colombo, il Rex, superba creazione dei cantieri genovesi, ha strappato alle marine di tutto il mondo il nastro azzurro, simbolo e segno di dominio marinaro. Per volere del Duce di tutte le vittorie, la genialità e la tenacia degli artefici, la perizia dei navigatori hanno conquistato alla bandiera nazionale l'ambito primato. Al Comandante, agli ufficiali ed all'equipaggio del Rex, Genova porge il suo più grato ed affettuoso saluto."

Questo messaggio con l'astuccio che lo conteneva, è oggi conservato al Museo di Genova-Pegli insieme al modello del Rex donato a Tarabotto nella medesima circostanza.

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