ARRIVO A NEW YORK

Con sapienza, il Rex attese fino alle 9 e poi lasciò Quarantine per andare incontro alla Statua della Libertà e risalire l' Hudson. Non appena apparve all' orizzonte le strade costiere di Manhattan si trasformarono in una chiassosa, gioiosa ed enorme festa: sembrava di rivivere alla grande il primo arrivo dell'anno precedente.

E ora che quella nave regale aveva dimostrato di saper dominare i mari a suo piacimento, la sua dignità di "ocean-liner" sembrava ancor più grande. Quell' accoglienza trionfale e carnevalesca che le era stata riservata sembrava non turbare la maestosa indifferenza con cui stava risalendo il fiume.

Anche se erano degli uomini a guidarla, mentre altri trovavano riparo e conforto nel suo ventre d' acciaio, la nave aveva una sua anima, ed era padrona di se stessa, ancora prima che dell' oceano.

Mentre scivolava dolce e decisa nel luccicante riverbero del sole, adombrato a tratti dal denso fumo e dalle bandiere che frusciavano alla brezza marina, era all' apice della sua nobiltà di super transatlantico e la gente si commuoveva al pensiero di quale potesse essere la sua bellezza mentre correva instancabile sui flutti dell' Atlantico, attraversato in 4 giorni, 13 ore e 58 minuti alla fantastica media di 28,92 nodi, con inoltre un record di velocità di 29,61 nodi sulle 24 ore.

 

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